“Dichiaro innanzi tutto che non ho parenti stretti, ma nipoti e pronipoti collaterali: sicché intendo disporre delle mie sostanze come più mi piace, non dovendo dar conto delle mie azioni che solo a Dio ed alla mia coscienza. Pertanto voglio che ai miei congiunti vada solo la roba di mia famiglia, e
che il patrimonio lasciatomi dal mio compianto marito sia assegnato per beneficenze in onore della memoria sua e mia o per lasciti a persone che hanno meritato la mia fiducia e servito fedelmente la mia casa, in modo che la roba di De Troia resti a Lucera. Ciò premesso nomino erede universale del mio intero patrimonio mobiliare e immobiliare, escluso i beni di cui dispongo appresso, la congrega carità di Lucera per le varie opere pie che amministra, nonché per sussidi ai ciechi bisognosi ed alle famiglie cadute in bassa fortuna, che siano residenti a Lucera; il tutto a discrezione della congrega stessa”. Era il primo Maggio del 1935 in Lucera alla Piazzetta Nocelli n. 5 e propriamente nel palazzo della Vedova del Cavaliere Pasquale De Troia, alle ore 9:30. Con queste parole la nobildonna Giuseppina Spagnoletti Zeuli donava alla congrega di carità (oggi dicasi Comune di Lucera), il suo ingente patrimonio composto da 613 ettari di terreni, il palazzo De Troia (sede odierna dell’ufficio anagrafe sito in Piazza Nocelli) e un altro palazzo gentilizio sito in
Via D’Auria. Un patrimonio immenso donato per aiutare le famiglie bisognose di Lucera e i ciechi (la stessa nobildonna era cieca ed era chiamata “ a ciech De Troie”). – - – Questa è la parte bella della storia, purtroppo, come sempre c’è anche una parte brutta che di seguito vi racconto – - -
Nel 2006 il consiglio comunale presieduto dall’allora Sindaco Giuseppe Labbate decise per la vendita dei 613 ettari di terreno donati alla città (allora stimati 9.800.000,00 Euro). Tale delibera prevedeva che la somma di 5.600.000,00 Euro sarebbe stata utilizzata per pagare il debito “Sacco” e la restante somma (4.2000.000,00 Euro) sarebbe stata “gestita” per fini sociali da un Ente comunale di nuova formazione.La decisione di formare questo nuovo Ente scaturirebbe dal fatto di voler rispettare, a loro dire, il volere testamentario, il tutto in barba a precise volontà espresse dalla illustre benefattrice sig.ra Spagnoletti Zeuli vedova De Troia ed in barba od ognuno di noi. Eh no cari signori, tutti i beni sono stati donati con una specifica destinazione che va rispettata ed onorata per intero e non … stravolta e infangata! E’ facile immaginare che questo ipotetico Ente avrà il suo bel consiglio di amministrazione “adeguatamente” composto dai soliti bizzarri quanto inopportuni
Soggetti, tutti profumatamente remunerati… insomma, in breve, si prevede un ultimo ingrato, scellerato e definitivo arrembaggio. Ma ve li immaginate i nostri campioni di sperpero con 4.600.000,00 Euro tra le mani? Quanto tempo credete che gli servirà per sperperare quei soldi? Vi
faccio una domanda semplice, semplice: ma … abbiamo proprio bisogno di questo carrozzone politico che, sicuramente, userà quei soldi per fare clientela e sperperi di ogni natura? Quella delibera è rimasta, fortunatamente, fino ad oggi in qualche cassetto e la vendita non è mai stata eseguita. Nel corso degli anni diverse amministrazioni hanno tentato di vendere detti terreni, ma puntualmente tutte sono tornate sui propri passi perché si sono scontrati con l’esistenza del vincolo testamentario che non può essere disatteso. Cari concittadini, se si procederà alla vendita sicuramente andremo incontro ad un super contenzioso perso in partenza. Il nostro Comune, per il tramite dei suoi amministratori, ha ampiamente dimostrato di saper perdere le cause vinte, volete che non riusciranno a perdere un contenzioso già perso in partenza? … sarà il colpo finale a
questa città… sarà il sicuro dissesto finanziario che metterà definitivamente in ginocchio Lucera con ripercussioni terribili su ogni famiglia! A lor signori tutto questo non interessa, le loro tasche sono piene, i loro figli sono occupati, le loro mogli pure …hanno la pancia piena e se n fregano di tutti gli altri. Hanno paralizzato questo paese fregandosene di chi non trova lavoro, di chi si preoccupa per il futuro dei propri figli… per loro queste sono problematiche sconosciute, non hanno questo tipo di preoccupazioni e se ne strafregano di chi le ha…. Perdonatemi questo piccolo sfogo fuori tema, e torniamo alla vicenda terreni.
Il mio pensiero è che ci sono almeno tre buoni motivi per non vendere quei terreni: – Il primo è quello del vincolo testamentario appena esposto (imprescindibile); – Il secondo motivo è che quei terreni valgono una fortuna e ve ne spiego il perchè. – Il terzo motivo è di carattere squisitamente etico e morale, a Lucera, i bisognosi sono tanti , purtroppo aumenteranno sempre di più e vendere qualcosa che appartiene a tutti loro, prima che alla città, è altamente immorale.Quasi tutti i terreni sono ubicati in territorio montano, e questo fa si che siano indicati per installare delle torri eoliche.
Perché non dovremmo farci su di essi un parco eolico comunale? Qualsiasi Comune lo farebbe. Giova sapere che con l’installazione di sole 15/20 torri il Comune può introitare una decina di milioni di Euro l’anno (e non si tiri fuori la storia che il Comune non ha soldi perché le Banche sono assolutamente disponibili a finanziare talii progetti). Perché non fare una società mista con la possibilità di fare investire anche ogni cittadino che ha possibilità economiche? Sicuramente invece del misero 1%, 2% che le Banche pagano per i risparmi si darebbe agli investitori la possibilità di percepire degli utili ben più importanti (minimo 8%, 9%). Perché si ricordano dei cittadini solo quando c’è da pagare i conti e non quando c’è un’opportunità? Perché questa che è un’occasione irripetibile per dare un serio progetto di sviluppo a questa città devono buttarla via in questo modo balordo? Perché i politici tacciono? Cosa pensano in merito? Di cosa parlano “tra loro”? È vero, quei terreni oggi rendono una somma ridicola, ma di chi è la colpa? …vuoi vedere che è colpa nostra?.. perché non si fa in modo di ricavare di più? Perché venderli contro una precisa volontà testamentaria, sperperare tutto eandare incontro a un altro contenzioso da perdere in malo modo? Dopo la sentenza Sacco e la sentenza Capobianco che ci costeranno cifre sconsiderate (oltre all’apprensione di centinaia di famiglie che hanno la sola colpa di aver contratto un mutuo per comprare una casa dove vivere) abbiamo bisogno di altri super contenziosi? A chi fanno comodo questi “benedetti” contenziosi e queste vendite? Provate voi che leggete a dare una risposta a queste semplici domande,sicuramente alla fine avrete le idee più chiare. Se la proprietà legale di quei beni è del comune (quindi anche Nostra), la proprietà morale e indiscussa, viste le dette volontà, appartiene ai bisognosi che … a parole tutti dicono di voler aiutare, ma nei fatti vengono messi sempre sotto i piedi! Il compito della Pubblica Amministrazione non è quello di svendere “i beni di famiglia”, ma quello di amministrare tali beni nel miglior modo possibile e, con la diligenza del buon padre di famiglia, affinché i benefici riducano la sofferenza della tanta gente che ha un bisogno di aiuto, ad oggi, sfiduciato e calpestato. No cari signori noi non ci stiamo e difenderemo la volontà Testamentaria della benefattrice in ogni modo e in ogni dove. Qui non parliamo di campagna elettorale, perciò ci appelliamo a tutti indipendentemente dal colore e dalle simpatie politiche (ammesso che ce ne siano). Mi appello anche all’incolpevole dott. Di Bari che ha il compito di amministrare temporaneamente questa città, revochi quella delibera, la città le sarà grata.
P.S. Un sentito grazie al sig. Ottavio Napolitano, un concittadino galantuomo che ha rivestito l’incarico di segretario dell’ECA e che si è sempre battuto con passione contro le precedenti amministrazioni che hanno tentato di vendere quei terreni.
Movimento cittadino contro la vendita dei terreni
Tutolo Antonio
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