In un periodo nero per l’economia mondiale, secondo solo al crollo di Wall Street del ’29 (ed è presto, forse, per dire che è solo secondo), le forze politiche di tutto il mondo, siano essi presidenti, ministri, oppure sovrani, cercano con tutte le loro forze e con tutta la fantasia di cui sono dotati, di inventare un metodo per immettere danaro nel mercato ed evitare così la distruzione di posti di lavoro. Il governo italiano ha messo in campo 18 miliardi di euro per fronteggiare questa crisi, miliardi che saranno utilizzati per un piano di infrastrutture. Non vogliamo, con questa lettera, analizzare la bontà o la deficienza di questo piano, ma semplicemente mettere in evidenza che c’è un’emergenza riconosciuta a livello mondiale.
In questo contesto la città (d’arte…) di Lucera rappresenta un’insolita eccezione. Sembrerebbe, infatti, che sia l’unico presidio umano non ancora attaccato dalla crisi economica, anzi, al contrario, sarebbe un luogo in cui le possibilità si sprecano e i cittadini non ne sono nemmeno stati messi al corrente. Chi fa politica si interroga non su come dare “immediatamente” impulso alla drammatica situazione economica e occupazionale di cui soffre da sempre la nostra città, ma su come fare orge politiche per arrivare alla conquista del palazzo.
Sembra che nessuno si sia accorto che Lucera non è immune da questa crisi, la chiusura della “Metalsifa”, della “Trafilsud”, di moltissime piccole attività commerciali e artigianali, la crisi dei laterizi (speriamo passeggera) con il ricorso alla cassa integrazione del gruppo Fantini, non sono altro che la manifestazione di un aggravarsi della situazione economica e occupazionale della nostra città. Eppure nulla si muove, nessuno fa proposte concrete e immediate. La Politica è latitante.
Purtroppo la crisi locale non è casuale, è una crisi studiata a tavolino con precisione e perseveranza. Basti pensare che nonostante l’evoluzione demografica negli ultimi trent’anni siarimasta praticamente immobile (siamo sempre 35 mila anime), la zona abitata è cresciuta a dismisura: ci domandiamo come sia possibile; eppure è così. Pare che se una persona possegga un’abitazione su un piano solo e voglia aggiungerne un altro (per farci abitare suo figlio, per esempio), non sia legittimata a farlo, in virtù di un Piano Regolatore Generale bloccato dagli anni ’70 (alla faccia delle profumate parcelle pagate a vuoto) e di un mai varato piano particolareggiato del centro storico. Praticamente si è costretti a pagare il doppio quello che si potrebbe fare in economia. A chi giova tenere bloccata l’iniziativa privata?
Certamente non alla città e ai cittadini, certamente non ai tanti tecnici e ai tanti artigiani, certamente non alle piccole imprese che sono costrette a emigrare. Certamente non ai tanti disoccupati che troverebbero soddisfazione e lavoro se l’iniziativa dei privati non fosse per volontà politica bloccata.
Ma i dati reali ci rivelano un’altra sorprendente scoperta: su oltre ottomila comuni presenti in Italia, Lucera si classifica al trentesimo posto come estensione territoriale. In una classifica nella quale Torino e Milano noncompaiono nemmeno tra i primi cento (fonti: http://www.wikipedia.it/ e
http://www.comunitaliani.it/), Lucera si rivela un comune immenso. Eppure, in questa vastità abnorme, non si riescono a trovare dei pezzettini di terra che soddisfino almeno qualcuna tra le 196 domande arrivate all’ASI (il consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale) di piccoli artigiani e imprenditori che vogliono investire in una attività in proprio. Nessuno si è mai preoccupato di dare risposte a chi vuole solo investire il proprio denaro per lavorare meglio e far lavorare gli altri. E’ una vergogna!! E non è tutto. Da ben sette anni tredici artigiani riuniti in consorzio chiedono, che sopra i loro appezzamenti di terreno (il cui acquisto era stato consigliato dai politici dell’epoca!!!), tutti contigui, possano costruire dei capannoni da utilizzare per le loro attività artigianali. Attività significa economia, significa nuovi posti di lavoro. Significa che non abbiamo bisogno di giochi di prestigio come i grandi magnati americani o asiatici. A noi basta solo sbloccare qualcosa che, inspiegabilmente, non si muove.
Allora riepiloghiamo: abbiamo i soldi perchè abbiamo chi vuole investire, abbiamo i finanziamenti che aspettano solo di essere intercettati; possiamo sapere perché la nostra città deve morire nella nostra indifferenza?
Perché Lucera, signori, sta morendo a causa dell’inettitudine(???) di chi l’ha amministrata. Eppure mentre è lì, sdraiata sul suo lettino di degenza, noi la guardiamo morire ed abbiamo in mano la medicina che potrebbe salvarla; e abbiamo anche il dottore che potrebbe somministrarla, solo che non è il primario, ma un medico di passaggio.
Allora chiediamo a lei, prima che sia troppo tardi, caro Commissario Prefettizio, di somministrare questa medicina. E’ vero che è prassi per un commissario governare solo la normale attività, ma questo momento congiunturale è straordinario e ha bisogno di decisioni assolutamente immediate e di straordinaria amministrazione. Lei ha tutti i poteri per prendere queste decisioni, la città le chiede di farlo. Lei sta facendo un ottimo lavoro di ordinaria amministrazione, ma la congiuntura negativa richiede interventi coraggiosi e straordinari, ci perdoni la sfacciataggine nel dirle che è suo dovere usare tutti i poteri che la legge le mette a disposizione.
Perché non diamo immediatamente la possibilità a quei 13 artigiani di poter investire di tasca propria creando immediatamente opportunità di lavoro per i tanti disoccupati del settore edile? Parliamo di investimenti nell’ordine di almeno 6-7 milioni di euro di privati cittadini che sono in attesa da 7 anni. Chiedono di poter spendere i propri soldi per crearsi condizioni di lavoro migliori e creare opportunità di lavoro per altri disoccupati.
Perché, egregio Commissario, non prende il coraggio a 2 mani, chiama il redattore del P.U.G. e del piano particolareggiato del centro storico e mettiamo fine a questa farsa tutta nostrana che dura da 35 anni? Noi auspichiamo un P.U.G. che favorisca l’iniziativa dei privati cittadini, con l’obbligo di tecniche di costruzione che favoriscono il risparmio energetico e l’utilizzo di energie rinnovabili.
Presto, prima che sia troppo tardi, somministri la medicina alla nostra splendida città, perché le medicine servono ai vivi. I cadaveri non sanno cosa farsene!
Ci appelliamo a tutte le forze politiche che hanno veramente a cuore le sorti di questa città di aderire a questa richiesta, siamo fermamente convinti che ai cittadini non interessa chi risolve i problemi, interessa che i problemi vengano risolti.
Ci appelliamo a tutti i cittadini affinché alzino la testa e pretendano che questa città abbia delle risposte immediate.
Ci appelliamo al governatore della regione Puglia affinché perdurando l’inerzia utilizzi i poteri sostitutivi che la legge prevede.
Ci appelliamo al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi affinché adotti i provvedimenti legislativi necessari affinché queste situazioni non abbiano a ripetersi sull’intero territorio nazionale. E’ paradossale che i governi mondiali facciano salti mortali per trovare risorse per dare ossigeno all’economia, e nella nostra città( e crediamo in molte altre) ci sono privati che vogliono tirarli fuori ma sono frenati dall’inerzia della politica.
P.S. Non ottenendo risposte su queste sollecitazioni adotteremo tutte le iniziative utili affinché questa vergognosa inerzia termini.
Lista Tutolo
Antonio Tutolo